
... è come per i profumi: certe cose bisogna provarle sulla propria pelle per sentirne la reale essenza, la "chimica" non puó ridursi ad un potrebbe... e nemmeno la vita!
Ho lasciato Catania col magone, che quasi non pensavo di riuscire a sopravvivere.
Sono approdata a Siracusa perché qui mi si offriva un lavoro, qui c’è la mia famiglia, qui è prigioniero della disoccupazione anche il mio amore. Che sarà mai? Mi sono detta… ed ho ripreso la vita da dove l’avevo lasciata. Ma il dispiacere di dover riarrangiare i sogni sul volere degli eventi non mi lasciava pace. Poi ieri mattina, scendendo dal Belvedere, mentre attraversavo le mura dionigiane… mi si para davanti una festa di luce. Il sole riflesso sul golfo di questa città stretta e, in quel momento anche le fredde coperture plastiche delle coltivazioni in serra mi sono apparse bellissime. E mi sono sentita fortunata per la storia che mi circonda e la bellezza che fa meno amaro il mio soggiorno qui. Mi consolo di bellezza, di luce e di vita ho pensato, e le budella aggrovigliate si sono rilassate, come non avveniva da mesi ormai. Eccomi: aspettando condizioni migliori per ridestare i proggetti sopiti.
PS: qui ci vorrebbe qualche punto di vista alternativo del mio compaesano Enzo…
Ma come oggi so, e di questa consapevolezza mi rammarico più di ogni altra cosa, mi si creda!, (‘che è come lasciare spazio a questo fottutissimo mondo ingiusto) così non è!
E chi cerca non è detto che trovi… ma meglio di ieri oggi capisco l’importanza del cammino… cercare rende vivi… sviluppa i sensi e le loro percezioni si affinano… riempie i giorni e preserva i “muscoli” del cervello dalla morte certa del nostro passivo passaggio!
Immagine: Come sempre folgorata per caso ma in maniera adorabile da Gwaen