La foto del mese

La foto del mese
FOTO: onehourblog

lunedì 13 luglio 2009


segnalazione by bateau

venerdì 5 giugno 2009

Ogni volta che c’è ciauro di partenza la mia mente si rincuora e il mio cuore sanguna.


MARE: a cosa pensi tutto scuro?
SCOGLIO:
al sassolino di me che presto porterai via… via, come gli altri.
MARE:
suvvia! C’è da star lieti, andrà per mare, crescerà smussando i suoi spigoli e un giorno verrà raccolto, come trofeo sull’arenenile di una bellissima costa da quanche bimbo e lo farà felice…
SCOGLIO:
lo so, farà felici tanti…così come ha sempre fatto con me.Te lo affido, sperando che non torni mai indietro.


Dialogo fantastico per una micia che parte a progetto…e che mi mancherà, come già mi manca da quando non abita più dall’altra parte del cartongesso.

giovedì 4 giugno 2009

LA CANZONE CHE MI PASSA PER LA TESTA...

CLICCARE PER REPERIRE LA SONG CHE MI GIRA PER LA TESTA

ps: non è che non sò più come si posta sul blog da you tube... ma non si può!
buon'ascolto!

venerdì 1 maggio 2009

Il risveglio


In tutto questo tempo in cui ho riposto la penna, di tanto in tanto mi assaliva la voglia di scrivere.
Avrei voluto scrivere del G8 a Siracusa, di come la mia città si sia "atteggiata", delle cazzate che ho visto sorgere per la grande occasione... e delle opere che aspettavamo da 30 anni e che, magicamente, in 3 mesi sono state realizzate.
Avei voluto parlare del terremoto dell'Abruzzo, di come mi sono sentita vicina a quei ragazzi... ricordo poco del terremoto del 90... anche quello arrivò di notte, demolì le case ma ci lasciò illesi.
Ecco avrei voluto... ma non ho! Ragione per cui non mi pare il caso di farlo adesso e non mi sento neppure del tutto guarita da questa specie di formicolio che ancora mi intorpidisce.
Bene o male provo a reagire infatti anche per questo mese non sono mancata all'appuntamento. Questa volta l'autore della foto sono io-me-medesima.

PS: ma voi nella manona della foto del mese che ci vedere? Io in quella manona ci vedo la rabbia repressa di Vjj-KingKong che aggredisce la vita per afferrarla e tenersela stretta stretta, 'che la vita è così effimera!(mi ripeto, lo sò, ma lo faccio per ricordarmelo-velo).

Al prossimo risveglio ;-)

venerdì 20 marzo 2009

When the routine bites hard and ambitions are low


Quando pensate a qualcuno che si lascia andare a cosa pensate?

Alle pantofole, la vestaglia, la barba lunga e le macchie di sugo che ravvivano lo sciatto biancume della maglia di lana che andrebbe lavata (o bruciata, oramai)?Avete quest’immagine? La vedete?

Eccomi!

Al posto delle pantofole i miei inseparabili anfibi, gli abiti li cambio ancora di giorno in giorno ed abbino i colori (ancora) e pur sempre a mio personalissimo gusto, ma lascio lunga la lista delle mail che non scarico né leggo ormai da settimane, mi collego di rado su msn, evito di registrarmi su facebook, ho scordato la mia password su skype. Lavoro la mattina, lavoro il pomeriggio, lavoro anche la sera, per tornare a lavoro il mattino dopo con un po’ meno lavoro… che poi si aggiunge dell’altro lavoro e non finisco più di lavorare!Ho perso la verve, non trovo parole che mi conquistino, non scrivo e parlo pochissimo. Sorrido raramente… soprattutto negli ultimi tempi mi accorgo, guardandomi, di non essere più la stessa…. Eppure non stò male. Non stò bene. Direi che non so nemmeno come stò. Non voglio indagare neppure a riguardo, per non scoprire la verità.

Ogni tanto mi assale la rogna di chi sente di sprecare.

Ogni tanto penso che se non avessi i miei genitori potrei benissimo alloggiare sotto un ponte e vestire di foglie di fico (e ciò che mi preoccupa di più di questo pensiero è la penuria di ponti nel siracusano).

Altre volte ringrazio il Cielo di avere almeno una timidissima speranza che un giorno guadagnerò abbastanza da poter vivere affianco al mio uomo, pagarmi una casa, pensare di avere un figlio e tornare a sognare… che sognare è roba da gente piena di fiducia! Quindi non per me… che dispero che l’Italia svolti e, nei periodi di pessimismo cosmico, anche che il mondo svolti.Niente più credito a nessuno! Nemmeno alla Imprevedibilità della Vita. Si faccia da parte pure lei.

C’è crisi. È un periodo di depressione … non solo per l’Economia!

domenica 22 febbraio 2009

Ultima.

E' arrivata prima di quanto pensassi quest'ultima domenica di Febbraio. I pensieri mi si affollano in testa come se volessero gareggiare per far da protagonisti su quest'ultimo post domenicale, come se avessero paura di non avere un' altra chance per venire a galla... come se temessero che non ci saranno altri post. Ma non è così, di post ce ne saranno, magari anche scritti di domenica...
Sì! provo a rassicurarli, io concedo, per mia natura, sempre una chance, non tengo sù il broncio per più di 2 mesi (nei casi gravissimi) e ritengo (anche a torto, lo ammetto) che ci sia sempre qualcosa di importante e profondo in ogni riflessione, Non temete! Ma non mi ascoltano i pensieri, e spingono!
Ne viene fuori una cozzaglia di sensazioni in cui si mescolano la piacevole domenica appena conclusasi, piena di colori, sapori e piena di Batò, con l'immenso disprezzo che ultimamente mi cova in petto per la violenza e le disparate ingiustizie che ancora oggi campano su questo mondo... maledette malerbe! Ma non riesco a spiegarmi meglio! La pressione e troppa, devo aspettare un po'... il tempo di rassegnarmi al fatto che mi estinguerò io e la mia (eventuale) discendenza prima che certe cose smettano di esistere sotto il sole.

domenica 15 febbraio 2009

La domenica delle chiacchere.

Sono le 7.30 del mattino di un giorno particolare,che poi, particolare lo è solo agl’occhi degl’amanti, per gl’altri è un sabato mattina qualunque.La Sig.ra Rosina inforca le pantofole e vede andar via le spalle del marito Raimondo.Sono le 7.55 quando Raimondo corre in strada inseguito da Rosina che brandisce un vaso con su una piantina grassa che, per fortuna di lui, è di quelle gentili e non mette su spine.Alle 7.57 la piantina finisce sulla testa di Raimondo e nel frattempo sopraggiunge la polizia avvertita dalla figlia che assiste attonita all’epilogo dei loro continui litigi.Passa il sabato degli amanti e arriva la domenica delle chiacchere. La gente in piazza sussurra sotto voce della strana fine di Rosina e Raimondo…Non sappiamo cosa abbia scatenato la furia della donna, cosa abbia incrinato il loro rapporto ma questa storia dimostra che in amore non sono sempre tutto rose e fioricerte volte sono vasi!

domenica 8 febbraio 2009

La domenica di Paola.


Avevo 6 o 7 anni quando mi innamorai della prima donna che non fosse mia madre.
Paola, era il nome di quel viso illuminato da continui sorrisi che mi stregavano.
Aveva 20 anni, lei. Era bellissima, almeno, lo era per me.
I capelli ricci e corti che le incorniciavano il viso, le labbra abbellite da un po’ di rossetto, i jeans e un fare simpatico la rendevano ai miei occhi un simbolo di femminilità verso cui tendere. Chissà se lei aveva capito che scimmiottavo tutto ciò che le vedevo fare e che non l’avrei più dimenticata?
Era la zia della mia vicina di casa, la sera usciva con gli amici ed il suo il ragazzo, il cui solo nome le faceva brillare ancor più gli occhi. Studiava psicologia all'università e mi raccontava che le sarebbe piaciuto lavorare coi i bambini un giorno . Io la guardavo salire in macchina dal balcone, e cercavo di immaginarmi ai miei 20 anni, chissà se sarei diventata come lei?… bella, solare e piena di vita.
E adesso che ne ho 29 di anni, una vita da vivere, tanti progetti portati a termine e tanti altri che si affacciano timidi nei miei pensieri, Paola ce l’ho ancora dentro. Il suo viso è sfocato ricordo, il suo sorriso no. Ma ciò che non dimentico di lei è la sua domenica, al mattino presto, quando ci ha lasciati morendo soffocata e trafitta dalle lamiere di un’automobile troppo veloce di ritorno dalla discoteca. Epilogo che non ha niente di "sensazionale"… già sentito di molte vite, si potrebbe pensare… ma mai sufficientemente accetabile e sempre dolorosissimo.

Ecco, oggi ho pensato a quella domenica mattina di primavera, quella in cui per la prima volta capii cos’era la vita incontrando la sua ombra, la morte.

domenica 1 febbraio 2009

Una domenica a chicchi


Sfatiamo il falso mito Sicilia = sole mare e donne baffute! (oddio, magari qualcuna baffuta sì) O_o
Oggi Sicilia = tempo pazzo e chicchi di gelo sulla testa!

PS: si nota che alla lunga mi si sta atrofizzando l'intelligo a furia di lavoro-mangio-letto letto-mangio-lavoro? Proverò a dare di più alla prox. SALUTI

PPS:
almeno però ho messo la nuova foto del mese.


domenica 25 gennaio 2009

Domenica con sole

Le palpebre si strizzano per evitare l’inevitabile, che in quanto tale, non demorde e bussa ancora sugl’occhi: è una domenica di sole. Tu sei ancora sotto le coperte, ma sai benissimo che è così perché dalle persiane (chiuse male) è penetrato un raggio di luce che illumina la tua stanza-caverna. Così l’idea di sprecare anche una sola ora delle poche di luce che l’inverno concede scuote il tuo IoA: “alzati, non poltrire, non lo vedi che giornatona che è uscita?” urla l’IoB all’IoA, che intanto chiede “ma che ore sono? Mi pare di aver sentito il gallo dei vicini…”. “Sono le 8.30 pelandroneee! Dai-dai-dai-dai alzati, lavati, vestiti e andiamo al mare!”. Al solo figurarsi dei colori che si celano nelle vocali della parola mArE, gli Io si sciolgono e si fondono in un paio di minuti, e ti ritrovi in macchina con una strana speranza ad alimentare il battito cardiaco.

Arrivata a destinazione, metti un piede fuori e poi l’altro e poi… t’investe la brezza! Mentre passeggi un po’ dispiaciuta d’inficiare il lavoro del vento e delle onde che hanno levigato e compattato granello per granello tutta la spiaggia, ti compiaci della irripetibilità di quella sensazione e lasci che ogni conchiglia ti stupisca. Poi ti siedi un attimo, fai un po’ di disegni stupidi sulla sabbia umida, prendi il ciottolo più bello che hai trovato lungo il percorso fatto e che avevi messo in tasca, ti concentri e, mentre lo stringi forte tra le dita, ci riversi dentro tutti i pensieri che ti assillano, tutta la paura che hai di tornare a casa e svegliarti che è ancora un Lunedì a trainarti (e non viceversa). Allora prendi la mira e lo lanci, provando a fare più rimbalzi sul pelo dell’acqua che puoi e mentre questo affonda tu stai già muovendoti per tornare sui tuoi passi.