
Quando la lessi la prima volta ero alle scuole medie.
La prof voleva che la imparassimo a memoria e non mi dispiaque. La ricordo ancora, come tutte le poesie che mi si sono conficcate
sottopelle...
Quasimodo, Leopardi, Ungaretti, Shelley... e così tanti altri, ma Quasimodo, Quasimodo è mio
compaesano !!! (ebbene, sono una siracusana con origini modicane).
Quando la prof ci chiese
lo sforzo di memoria, ricordo che chiese pure un breve commento,
Qual'è il vostro rifugio... il vostro "nido"...?Il mio
luogo fisico di personale rifugio è stato per molto tempo un sasso, grande abbastanza da potermici accomodare e posto in piena campagna, dietro a quella che era casa mia. Poi è stato un sasso a picco sul mare. In definitiva, credo si possa dire che il mio "nido" è un qualunque sasso con cui possa dividere i miei pensieri.
In alto c'è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra.
Rifugio d'uccelli notturni,
nell'ora più alta risuona
d'un battere d'ali veloce.
Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce:
sta pure in ascolto, la notte.
- S. Quasimodo -