E' incredibile il modo in cui riusciamo a dormire. Viviamo le nostre vite, spesso lamentandone i dettagli, senza nemmeno pensare che se parte delle cose accadono o sono accadute, in qualche modo la responsabilità è nostra. Forse più che una questione culturale, morale o di coscienza, è proprio una evoluzione genetica.Il nostro corpo, la nostra mente si sono evoluti a permettere che certi orrori non ci schiacciassero per sempre. E' stata una selezione darwiniana: coloro che non sono stati in grado di sopportare il peso delle nefandezze di cui può macchiarsi la mano dell'uomo, da quella oscurità sono stati inghiottiti e vinti. Gli altri, ci alziamo ogni mattina. Batò mi ha fatto un regalo che è molto più del mio primo mangaTuttomio. Mi ha regalato questa scossa al cuore e queste lacrime calde, che lui, io lo sò, non avrebbe mai voluto che scendessero, ma che è giusto ci siano, per ricordarmi di ricordare.
Questa mattina la giornata era uggiosa ma io, notoriamente metereopatica, no! Ero e sono piena di allegria (anche il sole s'è deciso). Me la tengo dentro dentro, stretta stretta... e che nessuno me la tocchi l'allegria. Ultimimamente mi scopro gelosa dei pochi momenti in cui mi si accende un po' di buon umore dentro. Non riesco a condividerlo, perchè ho la certezza che altra gente mi circonda, gente che non apprezzerebbe, e di sicuro non capirebbe... è gente affetta da grave malattia, porelli!, sono vjjfobici e per di più lo nascondono male! E' che a me la vita mi ha viziata, abituata come ero ad esser circondata ogni giorno dalla Micia, da Batò, dalle Angeliche... etc etc... che hanno imparato a convivere con la mia follia, coccolandola, senza mai soffocarla o avvilirla.
Mi chiedo perchè mio padre privatizzerebbe tutto, se potesse. Mi chiedo perchè ogni volta che sento di un paesino sperduto in cui 1000 anime o poco più si gestiscono mutuandosi favori e valorizzando le risorse del territorio, mi ci catafotterei a testa... se non fosse per il dolore che mi provocherebbe l'assenza della salsedine dalla pelle. Mi chiedo se i suv (a Siracusa in particolare) li regalano. Mi chiedo se non è un miracolo che tra tanta spazzatura in quel poco di "verde previsto in città" possa sopravvire un fiore. Mi chiedo se è possibile che ancora oggi a mio zio nessuno può togliere dalla testa che essere gay non è una malattia. Mi chiedo se basterebbe fuggire dalla sicilia... dall'italia... o dall'europa per liberarmi di certi pregiudizi o il mondo fà schifo in maniera più omogenea di quanto io pensi. Mi chiedo se con pazienza il mondo non possa cambiare. Mi chiedo se il mio errore più grande non sia proprio la pazienza.
Modugno m'è sempre piaciuto. Forse perchè mia madre lo canticchiava volentieri e si inerpicava pure lei, senza timore, seguendolo in quel "bonne nuit, bonne nuit bonne nuit buooonanotteee" o in altri melodici azzardi... azzardi per lei, voglio dire! Lo canticchia ancora Modugno la mamma, anche se sono più rare le volte in cui la senti cantare... oggi, per esempio, avevo monopolizzato la colonna sonora della domenica con un bel Best degli ACDC, quando proprio sull'arpeggio violento della chitarra... ZACK! si ammutolisce lo stereo... la mia mamma!"nun si putia sentiri" mi dice affranta ma risoluta,ed io capisco e sorrido. Si cambia genere, sceglie lei e mette un suo Best... dopo un po' parte la canzone a cui accenna il titolo ed io non posso non pensare a Bateau mentre si spargono per l'aria queste note. Così penso che è proprio vero! non è passato un anno, ma è lo stesso un incendio... ed di questo ardere mi sento fortunata!
Giù, è stata una ventata innovativa... una persona che non c'era mai stata simile tra noi e forse mai si ripeterà. Lo penso intanto che mi ripeto quello che GiùGiù dice spesso: ci sono cose che non si possono comprare... (pensiero che, oltre ad esser stato un noto slogan pubblicitario, solleva l'animo di chi i soldi proprio non ce l'ha in questo periodo: il mal comune,tra l'altro platealmente confermato, fà sempre mezzo gaudio). Sono d'accordo! Anche se in tutto il marasma che ci assorbe lo scordo facilmente. Ma poi la Micia sorride, io passo una mano tra i riccioli di Caty-nera o affondo un dito negli zigo-mmosi della stessa GiùGiù e mi rendo conto che, sopratutto oggi, sopratutto ieri, non ce l'avrei fatta con le mie sole forze, senza i bei ricordi che costruiamo quando siamo insieme: come una formichina, metto da parte per quando il freddo è troppo freddo.
Delle volte lo sconforto è così grande che temo di non farcela a resistergli, e che ci sprofonderò dentro, e che sarà peggiore di questa sensazione claustrofobica che mi opprime. I miei non sono demoni nuovi al mondo. Semmai sono io che mi trovo a confrontarmi da poco con essi. Dice che tutto questo mio soffocare e arrovellarmi è segno di una indecisione tra la moltitudine delle strade possibili che mi si figurano davanti: famiglia? lavoro? dove vuoi sfondare?... notorietà, appagante successo? oppure anonimato ma ricchezza di giorni che promettono felicità? Quale steriotipo vuoi essere? Devi solo scegliere! Ma non è così! Non basta scegliere! Non basta volere le cose per farle. O per lo meno, io non ci riesco. Talmente mi sento frustrata nella mia impotenza, che evito di formulare alcuna analisi della situazione da mesi. Vjj è dispersa. Perchè questo è il suo momento e lei sente scivolarlo via.
MARE: a cosa pensi tutto scuro? SCOGLIO: al sassolino di me che presto porterai via… via, come gli altri. MARE: suvvia! C’è da star lieti, andrà per mare, crescerà smussando i suoi spigoli e un giorno verrà raccolto, come trofeo sull’arenenile di una bellissima costa da quanche bimbo e lo farà felice… SCOGLIO: lo so, farà felici tanti…così come ha sempre fatto con me.Te lo affido, sperando che non torni mai indietro.
Dialogo fantastico per una micia che parte a progetto…e che mi mancherà, come già mi manca da quando non abita più dall’altra parte del cartongesso.
Quando pensate a qualcuno che si lascia andare a cosa pensate?
Alle pantofole, la vestaglia, la barba lunga e le macchie di sugo che ravvivano lo sciatto biancume della maglia di lana che andrebbe lavata (o bruciata, oramai)?Avete quest’immagine? La vedete?
Eccomi!
Al posto delle pantofole i miei inseparabili anfibi, gli abiti li cambio ancora di giorno in giorno ed abbino i colori (ancora) e pur sempre a mio personalissimo gusto, ma lascio lunga la lista delle mail che non scarico né leggo ormai da settimane, mi collego di rado su msn, evito di registrarmi su facebook, ho scordato la mia password su skype. Lavoro la mattina, lavoro il pomeriggio, lavoro anche la sera, per tornare a lavoro il mattino dopo con un po’ meno lavoro… che poi si aggiunge dell’altro lavoro e non finisco più di lavorare!Ho perso la verve, non trovo parole che mi conquistino, non scrivo e parlo pochissimo. Sorrido raramente… soprattutto negli ultimi tempi mi accorgo, guardandomi, di non essere più la stessa…. Eppure non stò male. Non stò bene. Direi che non so nemmeno come stò. Non voglio indagare neppure a riguardo, per non scoprire la verità.
Ogni tanto mi assale la rogna di chi sente di sprecare.
Ogni tanto penso che se non avessi i miei genitori potrei benissimo alloggiare sotto un ponte e vestire di foglie di fico (e ciò che mi preoccupa di più di questo pensiero è la penuria di ponti nel siracusano).
Altre volte ringrazio il Cielo di avere almeno una timidissima speranza che un giorno guadagnerò abbastanza da poter vivere affianco al mio uomo, pagarmi una casa, pensare di avere un figlio e tornare a sognare… che sognare è roba da gente piena di fiducia! Quindi non per me… che dispero che l’Italia svolti e, nei periodi di pessimismo cosmico, anche che il mondo svolti.Niente più credito a nessuno! Nemmeno alla Imprevedibilità della Vita. Si faccia da parte pure lei.
C’è crisi. È un periodo di depressione … non solo per l’Economia!
Chiudete gli occhi e immaginate per un momento felicità commista ad adrenalina. Compiacetevi del calore che esse sprigionano mentre vi percorreno le vene. Assaporatene il gusto appagante e dolcissimo. Dimenticate la fatica della scalata, concentrate dentro una lacrima le feste con gli amici fino al mattino, le notti tormentate che precedevano ogni esame, le serate passate a discutere di cose anche più grandi di voi o a ridere di un nonnulla. Ora aprite gli occhi. Ecco, siete laureati!
I giorni scorrono veloci/più di quanto potessi desiderare/le notti sono assai più brevi/di quanto potessi temere/mi mancano già questi luoghi/mi mancano già i vostri nomil’essenziale è invisibile agli occhi/il cuore invece no non può ingannartino no no no, no no!I pensieri scorrono più veloci della luce/i miei occhi parlano con un’altra voce/i pensieri scorrono più veloci della luce e i miei occhi........Impercettibili sfumature/così difficili da dimenticare/così decise da trasformare sorrisi in lacrime/Impercettibili sfumature/così decise da trasformare cieli grigi in giornate di sole/il coraggio in mille paureC’è il bianco, il nero e mille sfumature/di colori in mezzo e lì in mezzo siamo noi/coi nostri mondi in testa tutti ostili e pericolosamente confinanti siamo noi/un po’ paladini della giustizia un po’ pure briganti, siamo noi/spaccati e disuguali, siamo noi frammenti di colore, sfumature dentro a un quadro da finire/Siamo noi, che non ci vogliono lasciar stare/siamo noi, che non vogliamo lasciarli stare/siamo noi, appena visibili sfumature/in grado di cambiare il mondo/in grado di far incontrare/il cielo e il mare in un tramonto/Siamo noi, frammenti di un insieme ancora tutto da stabilire e che dipende da noi/capire l’importanza di ogni singolo colore/dipende da noi saperlo collocare bene/ancora da noi/capire il senso nuovo che può dare all’insieme che dobbiamo immaginare/Solo noi, solo noi, solo noi...Attimi irripetibili/tutto finisce lo so ma non voglio partire, no/ancora no, ancora no ancora no, ancora no...
Tutto cambia, muta, si trasforma! Qualcosa anche più velocemente di quanto ci si aspetti. Corre sul filo della vita ripetitiva e dei suoi rituali collaudati. Corre nell'irruenza delle cose che ti lasciano sbigottita. Corre e mai più torna.
PS: scusate il ritardo per la foto del mese... il mio gestore di linea mi ha fatto il solito piccolo dispetto!
Premete PLAY |>. Poi subito PAUSA ||. Lasciate che il filmato si carichi del tutto, se si fermasse nel fluire vi perdereste il bello della "raffica" emessa da quest'uomo. Pazientate, dunque! Poi attendete qualche momento e domandatevi intanto chi siete. Il più delle volte, quando lo faccio io, la risposta mi dice anche dove sto andando... e sapere le due cose non è da poco, è un grosso vantaggio. (sissignore!!!)
Era il 2006, i mesi in cui l'anno volge al termine. In quel periodo quella che oggi conosciamo con il nick di Vjj, viene a conoscenza (la ragazza è un po' tarda) dell'esistenza del Pianeta Web per puro caso, così come è proprio delle migliori scoperte. Una "parolina", per cercare approfondimenti scientifici per il lavoro di tesi sul motore Google e... eccola imbattersi nel mondo dei BLOG! Subito esclama: Blog? what's this?
Incuriosita come una scimmia curiosa, naviga alla scoperta di questa sorta di mondo in cui ci si sputtana... ma anche no! Impara infatti che il Blog è la versione informatizzata ed iperestesa (nel senso della condivisione ampia) di ciò che ha sempre fatto: scrivere di sè! Piano piano in lei cresce la voglia di mettersi in gioco, di leggere e lasciare che le si legga dentro! Come tutte le partecipanti ad un concorso di bellezza dichiarano durante le interviste, anche Vjj dichiara di iniziare tutto per gioco... il gioco si fà scoperta... la scoperta piccola, gratificante conquista. Impara nuove parole come dominio e templare, impara dove si trovano le lettere sulla tastiera... E' una nuova Era per Vjj. Dopo molta riflessione, il 26 Maggio 2007 decide il NOME del suo spazio (avrebbe scoperto solo più tardi che era inflazionatissimo), il suo nick (V per verbena, JJ come l'evoluzione fortunata e affettuosa di un nomignolo affibiatogli da un odioso individuo) e scrive il suo primo post. Pur tuttavia si pone un obiettivo (si mormora che fosse più una scommessa con la Micia): almeno un commento da gente a cui aveva detto del Blog, e che avrebbe sicuro fatto un salto, entro una settimana... altrimenti zack! caput!!! Si chiude... E' oramai storia che il commento arrivò, per un pelo... lo lasciò Nera! (prendetevela con lei) Non era noto invece che, in seguito, un' altalenanza di umori la portarono a protendere ora per l'abbandono ora per il miglioramento delle forme e dei contenuti... ma si narra che gran parte delle "gratificazioni" che portarono alla stabilizzazione della volontà di proseiguire "nel gioco" arrivarono da "Blogger alieni" e dal più grande sostenitore di Vjj : il Dott. Bateau... a cui mando un bacio speciale.
...in questo periodo mi capita di sorprendermi sempre più spesso mentre esercito quest' azione fantastica. E sembrano talmente tante le cose che vorrei , che mi sento un' ingrata per non riuscire ad accontentarmi di quel che ho. Ma non è forse questo il momento in cui tramite i sogni si costruisce la propria vita? mi dico... e così mi rassicuro della mia non colpevolezza e proseguo a fantasticare, con una fermezza di intenzione che fino a poco tempo fà non mi apparteneva. Sembra quasi che, lungo la strada e senza accorgemene, io abbia scelto ciò che voglio ed adesso abbia preso a camminare per raggiungerlo!
E siccome "Vorrei" mi fà venire in mente anche una bellissima canzone del PoetaGuccini, accompagno questo verbo mentre percorre la strada del mio desiderio, e ve la faccio ascoltare...
Stanca ma felice, per un cammino lungo e magico, prendo posto sul bus e metto sulle orecchie un po' di musica perchè accompagni i pensieri.
Pioggia sottile, gentile ed impalpabile cade nonostante un sole caldo... è quasi il tramonto e dal verde nei prati fino alla linea blu del mare spunta un arcobaleno. In quel momento iniziano queste note (prego avviare la song)... boomp3.com
...a poco a poco il cuore mi si riempie di Gioia... gioia di esserci, di poter godere del mondo... tenerezza dei sentimenti, della fortuna di possederli. E riscopro la dolcezza della meraviglia negl'occhi di una bambina che preme il naso sul finestrino, incredula di tanto e tale incanto di colori. Mi abbandono, vinta quasi fino alla commozione, "senza utilità"... ma appagata dalla pienezza (labile purtroppo) di un senso.. quello che ogni giorno rincorriamo e puntualmente perdiamo.
Per come la vedo io, ad alcuni piace crogiolarsi in pensieri negativi, altri ne sono semplicemente sopraffatti, altri ancora si scansano (abilmente elastici) e non ne vengono mai toccati... sono i più fortunati, ma anche così non è detto che alla fine non vengano raggiunti!
Io appartengo ai sopraffatti. Loro (i pensieri negativi) nascono e mi vincono, soprattutto alla sera, soprattutto quando mi deludo! Ciò nonostante non arriverò mai a rinunciare a questa vita nè a me... il pensiero uggioso passerà, lo sò, basterà aspettare che questa grigia acqua torni a tramutarsi in miele.
Quand'ero bambina m'atteggiavo a maschiaccio: ero sboccata, manesca e sempre imbronciata, ma sopratutto non avevo paura di niente (...solo del buio, dei cani e delle altezze... ma non lo andavo mica a dire in giro!). Ho fatto la prima comunione e mi son presa la prima cotta (non ricordo più in che ordine) e il mio modo di essere si è addolcito: niente più atteggiamento spavaldo per camuffare la fottuta tenerezza, niente più parolacce per allontanare chi mi avvicinava! (ero il sogno di mia madre). Nell'adolescenza però... il "mostro" è tornato: camicie larghe, jeans, capelli sempre legati e niente trucco! Donna dura fuori... fragile ed insicura dentro. Tutto questo preambolo per dire che, se c'è una cosa che mi caratterizza e con cui ho dovuto imparare a convivere è la mia fottuta tenerezza... che mi rende morbida anche quando non esistono dubbi sulla ragionevolezza di un giudizio duro e spiacevolmente spietato. Invece io... PUFF... ci casco sempre! Questa mia fottuta tenerezza ora, strappa un sorriso dal cuore gelido in cui avevo rintanato il tuo ricordo per provare a dimenticarti, per dimenticare il tradimento più grande: un amico che ti abbandona. Mi ritrovo con queste scartoffie tra le mani, perchè il Caso ha voluto le riesumassi in cerca di un libricino smarrito, e sorrido rileggendo quella falsissima frase in cui mi dipingi impotante... e mi manchi. Fottutissima tenerezza.
E' chiaro ormai quel che penso della mia povera Italia, ma se non lo fosse provo a descriverlo meglio, invitandovi a far lo stesso presso questa sede se e quando ne avete voglia, 'che tenersi tutto dentro, si sà, fà male! (e infatti io c'ho messo sù un blog) Io penso la mia povera Italia malata, io penso che molte delle cose che oggi accadono saran pur legate a questo o a quello, effetti tutti della stessa causa superiore ma di certo non normali e da qui, per me, inaccettabili. Ma non voglio accanirmi sulla mia povera Italia. Voglio fare come fanno i nostri cari politici, ogniqualvolta gli si ponga una qualche scomoda domanda... guardare al di là del proprio brullo orticello e criticarlo. Anche lì la situazione non è migliore, così come non lo è nel mondo tutto.
Ditemi, non avete anche voi la senzazione che tutto sia maledettamente precario che, lasciando per un attimo da parte quelli che sono anomalie "consolidate" al punto che neanche più ci si cura di parlarne con assiduità, come le guerre, la fame che dilania intere popolazioni o le malattie che cancellano milioni di vite ancora oggi che di data facciamo 2008, il mondo si trovi combattutto ogni giorno di più tra il baratro più nero e la abitubinaria quotidianità dei secoli in un ciclizzarsi abietto? Noi siamo gl'esseri eletti, quelli che si evolvono perchè capaci di imparare, quelli che si concedono il "lusso" dei sentimenti, quelli che possono, in un'ottica illuminista, decidere del proprio destino e cambiarlo. Eppure mi guardo attorno, guardo il nostro orto brullo e mi vien voglia di urlare, guardo più in là del confine e dispero, guardo il mondo e non mi sento capace di salvarlo. Io mi sento impotente! (...ma forse mi ci vorrebbe solo un po' d'ottimismo, forse avrei bisogno solo di un po' di speranza).
Mi capita in questi giorni, quando incontro i tuoi occhi tra il triste ed il preoccupato, che fan finta di nulla... e alla mia vista accenni un sorriso che parla di quanto ti piacerebbe che io fossi lì a rassicurarti e accarezzarti la fronte, seppur esso vorrebbe trasmettere allegria . Ed è allora che mi capita di inciampare e cadere nel sentimento più opprimente che il cuore possa provare... l'impotenza.
Ero lì che mi lavavo i denti e, senza far caso all'immagine, fissavo lo specchio in cui si riflettevano i miei gesti. Pensavo a tutto il tempo che era passato ed a quello che passerà. Pensavo ai desideri che mutano ed a quelli che, tenaci, sembrano non arrendersi, attendono in angoli remoti della mente che un gesto o una parola li riporti al cuore per essere poi, da lì,attraverso il sangue ed i suoi canali, rimescolati alla carne per tornare a far parte d'ogni muscolo... per tornare ad appassionare ogni cellula di noi che vive.
sono nata a Siracusa, mi sono laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l'ateneo di Catania, e da quando ho imparato a scrivere... nn ho più smesso!