La foto del mese

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FOTO: Vjj by Kiki
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lunedì 24 gennaio 2011

Sul profilo di Batò, questa mattina ho trovato ciò che mi serviva: QUESTO!

"E non appena avrai scorto un'ingiustizia e l'avrai compresa – un'ingiustizia nella vita, una menzogna nella scienza, o una sofferenza imposta da altri – ribellati contro di essa!
Lotta!
Rendi la vita sempre più intensa! E così tu avrai vissuto, e poche ore di questa vita valgono molto di più di anni interi passati a vegetare.
Lotta per permettere a tutti di vivere questa vita ricca ed esuberante, e sicuramente sentirai una gioia così grande da non trovarne di simili in nessun'altra attività.
Questo è quanto può dirti la scienza della morale.
...A te decidere."

Pëtr Alekseevič Kropotkin - La Morale Anarchica

mercoledì 9 giugno 2010

1 Dicembre 2008

Per scoprire la verità occorrono due persone: una per dirla, l'altra per ascoltarla.
Sergio Bambarén, Vela bianca


Ieri hanno parlato, ed io ho ascoltato.
Ovviamente m'è piaciuto poco, perchè di questi tempi c'ho un sacco di roba che nascondo con cura sotto il tappetino e non mi và mai d'alzarlo per dare una pulita, mi fà male!Tanto sentire che qualcuno s'è già accorto della polvere accuratamente sepolta, quanto il rimorso per non trovare le forze per ripulirmi da queste scorie che mi imbrattano la vita.

mercoledì 19 maggio 2010

Citazioni


[...]Quando i bambini crescono e diventano adulti, capiscono subito che quello che gli avevano detto da bambini non è vero, eppure riciclano ai loro figli l'antica bugia. E cioè che tutti vogliono consegnare ai bambini un mondo migliore, è un passaparola che dura da secoli, e il risultato è questa Terra, questa veschichetta d'odio. [...]

Margherita dolcevita - S. Benni


venerdì 19 marzo 2010

Ma fuori c'è il sole...

"La felicità: come mai mi permettevo di nominarla senza conoscerla? Suonava svergognata in bocca a me, come quando uno si vanta di conoscere una celebrità e la chiama col suo nome, dice Marcello, per indicare Mastroianni."

Erri De Luca - il giorno prima della felicità

Il mio continuo ruminare i pensieri (per citare sempre De Luca e quel che dice del cervello dell'uomo) non ha motivo di essere. Se è vero quel che si dice in giro, allora molte cose non avrebbero motivo di essere. Eppure sono, imminenti e vere e non mi riesce di non ruminarle.
Nonostante io non riesca più a distinguere, credo, la percezione effettiva da quella che vogliono che io abbia della vita... in giro è il caos e se non è caos è comunque sua avvisaglia.
Ma fuori c'è il sole in Sicilia. E' tutto sottosopra ma il sole che illumina gl'occhi, rende piacevole anche questo disordine.

giovedì 3 dicembre 2009

Bamboccioni, non disperate.

Un uomo aveva deciso di tirare a sorte tutte le sue decisioni.

Ebbene, non gli accadde maggior male rispetto a quelli che calcolano tutto.


Paul Valéry, Tal quale (1941-43).

lunedì 6 ottobre 2008

Io ci rifletterei sù un pochino...









Ma che ne è di una società che fà a meno dei suoi giovani? E' solo una faccenda di spreco di energie o il primo sintomo della sua dissoluzione? Forse l' Occidente non sparirà per l'inarrestabilità dei processi migratori contro cui tutti urlano, e neppure per la minaccia terroristica che tutti temono, ma per aver sprecato le proprie giovani generazioni.





Umberto Galimberti, L'ospite inquietante - il nichilismo e i giovani -





giovedì 4 settembre 2008

Citazioni.



Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile restarci tranquillo...

Cesare Pavese, La luna e i falò.




martedì 3 giugno 2008

Cominciamo da una citazione...


[...] Nè cor fu mai più saggio
Che percosso d'amor, nè mai più forte
Sprezzò l'infausta vita,
Nè per altro signore
Come per questo a perigliar fu pronto:
Ch'ove tu porgi aita,
Amor, nasce il coraggio,
O si ridesta; e sapiente in opre,
Non in pensiero invan, siccome suole,
Divien l'umana prole. [...]

Canti, Giacomo Leopardi.




Sentimento sfuggevole e per lo più indomabile. Per carpirne il lato oscuro basta leggere i sopraccitati versi.
Bene primario , generalmente sintomatico di Vita stessa (e non a caso, secondo me, Buccio, cioè Leopardi per i meno in confidenza, lo fà fratello della Morte, legato ad essa quasi indissolubilmente, come è poi per la Vita che si definisce entro i confini della negazione di essa stessa).
Ne siamo capaci, nelle forme e nelle proporzioni a noi più congeniali e quindi più diverse, tutti! La capacità di "sintetizzare" Amore è nel nostro corredo genomico da sempre.
Nessuna intolleranza! Semmai trascuratezza! Che ci porta a sottovalutarlo o ridimensionarlo relegandolo al ruolo esclusivamente romantico del suo essere sentimento, privatizzandolo, quantificandolo, sopprimendolo se non ricambiato.
L'egoismo dei nostri anni sta uccidendo l'Amore... 'che se non è adesso e subito, sembra non valer la pena. Ne fa le spese chi nasce e non lo conosce, 'che non gli viene insegnato a cercarlo nei posti giusti, e si perde nella sua ricerca, perde la vertigine che ti sconquassa quando impari a dialogare con esso, la soddisfazione di aver sentito oltremodo, altre il tuo stesso limite... perchè l' Amore è in tutto, è tutto, è il tutto che giustifica la Vita.


...ecco, in qualche modo ho voluto mantener la parola data.

giovedì 10 aprile 2008

Rifugio d'uccelli notturni.

Quando la lessi la prima volta ero alle scuole medie.
La prof voleva che la imparassimo a memoria e non mi dispiaque. La ricordo ancora, come tutte le poesie che mi si sono conficcate sottopelle...
Quasimodo, Leopardi, Ungaretti, Shelley... e così tanti altri, ma Quasimodo, Quasimodo è mio compaesano !!! (ebbene, sono una siracusana con origini modicane).
Quando la prof ci chiese lo sforzo di memoria, ricordo che chiese pure un breve commento, Qual'è il vostro rifugio... il vostro "nido"...?
Il mio luogo fisico di personale rifugio è stato per molto tempo un sasso, grande abbastanza da potermici accomodare e posto in piena campagna, dietro a quella che era casa mia. Poi è stato un sasso a picco sul mare. In definitiva, credo si possa dire che il mio "nido" è un qualunque sasso con cui possa dividere i miei pensieri.


In alto c'è un pino distorto;

sta intento ed ascolta l'abisso

col fusto piegato a balestra.

Rifugio d'uccelli notturni,

nell'ora più alta risuona

d'un battere d'ali veloce.

Ha pure un suo nido il mio cuore

sospeso nel buio, una voce:

sta pure in ascolto, la notte.


- S. Quasimodo -

giovedì 27 marzo 2008

Come a dire: non abbassare la guardia!



[...] Le masse non si fanno manovrare, dicono i giovani rivoluzionari di oggi: e c'è da meravigliarsi che lo pensino, se per loro il nazifascismo è già esperienza storica, scotto già pagato e giudicato; mentre non meraviglia lo pensasse, nel 1933, un giovane di ventisei anni. [...]


La scomparsa di Majorana, Leonardo Sciascia.

sabato 15 marzo 2008

Live in love.

Ieri sera ho assistito al concerto dei Marlene Kuntz (sito) al Metropolitan di Catania. Io non sono una fan sfegatata, ma apprezzo lo "sforzo" di testi e di sound dei Marlene... ad ogni modo la mia sintetica opinione è: BELLO! (se vi capita, ne vale la pena!)
Il concerto si è aperto con la voce di Cristiano Godano che leggeva, al pubblico accomodato sulle poltroncine rosse della sala ancora del tutto al buio, queste parole che riporto perchè ne possiate godere pure voi. Buona lettura.

"Questo ti farà soffrire, mio povero amore. Il nostro picnic è finito; la strada è buia, piena di buche, e sull'auto il bambino più piccolo comincia a sentirsi male. Un povero sciocco ti direbbe devi essere coraggiosa. Ma qualunque cosa io possa dirti per farti animo o consolarti sarà come una minestrina insipida - tu sai quello che voglio dire. Tu l'hai sempre capito. La vita con te è stata incantevole - e quando dico "incantevole" intendo canti e voli e viole, e quella morbida, rosea "v" nel mezzo, e quelle sillabe sulle quali si incurvava indugiando la tua lingua. La nostra vita insieme è stata allitterativa, e quando penso a tutte le piccole cose destinate a morire, ora che non le possiamo più condividere, sento come se fossimo morti anche noi. E forse lo siamo. Vedi, quanto più grande è la nostra felicità, tanto più sfumano i suoi bordi, come se i contorni si sciogliessero, e ormai essa si è dissoluta del tutto. Non ho smesso di amarti; ma qualcosa è morto in me, e nella nebbia non riesco a vederti... Questa è tutta poesia. Io ti sto mentendo. Vigliacco. Niente è più vile di un poeta che mena il can per l'aia. Credo tu abbia intuito come stanno le cose: la solita dannata formuletta, "un'altra donna". Con lei sono disperatamente infelice - ecco, questo almeno è vero. E penso non ci sia molto altro da aggiungere su questo lato della vicenda.
Non posso fare a meno di pensare che nell'amore ci sia qualcosa di essenzialmente sbagliato. Tra amici si litiga o ci si perde di vista, e anche tra parenti stretti, ma non c'è questo spasimo, questo pathos, questa fatalità che stà attaccata all'amore. L'amicizia non ha mai l'aspetto di una condanna. Perchè, cosa succede? Non ho smesso di amarti, ma poichè non posso continuare a baciare il tuo caro, pallido volto, dobbiamo lasciarci, dobbiamo lasciarci. E perchè? Perchè l'amore è così misteriosamente esclusivo? Si possono avere mille amici, ma si deve amare una sola persona. Non è il caso di parlare degli harem: io sto parlando della danza, non della ginnastica. O si può forse immaginare un portentoso turco che ami ognuna delle sue quattrocento mogli come io amo te? Quando dico "due", ho già cominciato a contare e non vi è più limite. Esiste solo un numero vero: Uno. E l'amore, a quanto pare, è l'esponente migliore di questa unicità."

"La vera vita di Sebastian Knight", Vladimir Nabokov.



martedì 8 gennaio 2008

pizzino N°2




[...] Questo era terribile: la quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio con lui. Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla.[...]

Conversazione in Sicilia, Elio Vittorini.

Foto:
Alessandro Sentieri

giovedì 6 dicembre 2007

...e si chiude con questo


[...] Ma inventare è una creazione, non già una menzogna. Le mie erano delle invenzioni come quelle della febbre, che camminano per la stanza perchè le vediate da tutti i lati e che poi anche vi toccano. [...] A forza di desiderio, io proiettai le immagini, che non c'erano che nel mio cervello, nello spazio in cui guardavo, uno spazio di cui sentivo l'aria, la luce ed anche gli angoli contundenti che non mancavano in alcuno spazio per cui io sia passato. [...]


La coscienza di Zeno, Italo Svevo.



PS: 'che certe volte mi sento come Zeno Cosini, il mondo è dentro me, è i miei colori, è i miei tormenti.
Ma più che altro anch'io inetta alla vita! (sospirone).

martedì 13 novembre 2007

about a cup of coffee


[...] Una volta Donnely ha tentato di spiegarmi un certo concetto che chiamano esistenzialismo. Da come l'ho capita io, secondo gli esistenzialisti le cose sono collegate in un tutto unico, e ogni cosa influisce su tutto il resto, sicchè mentre puoi essere responsabile di un povero bastardo che ha fatto fuori la nonna a Detroit, in realtà non sei responsabile se un altro povero bastardo dieci anni prima ha fatto qualcosa che ti ha spinto a fare quello che ha spinto il povero bastardo di Detroit a far fuori la nonna. [...]

Il grande affare del sassolino, James Grady.

domenica 4 novembre 2007

Citazioni


[...] Ma il guajo è che voi, caro, non saprete mai, nè io vi potrò mai comunicare come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro nel dirmele; e io nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto. [...]



Uno, nessuno e centomila, Luigi Pirandello.








Io e il mio paese, Marc Chagall.

mercoledì 17 ottobre 2007

Citazioni.


[...]"A volte la felicità è una benedizione, ma generalmente è una conquista. L'istante magico del giorno ci aiuta a cambiare, ci spinge ad andare in cerca dei nostri sogni. Soffriremo affronteremo momenti difficili, ricaveremo molte disillusioni: ma tutto è transitorio e non lascia alcun segno. E nel futuro potremo guardare indietro con orgoglio e fede.
Meschino colui che ha avuto paura di correre rischi. Perchè forse non sarà mai deluso, non avrà mai disillusioni, né soffrirà come coloro che hanno un sogno da perseguire. Ma quando quell'uomo guarderà dietro di sé, perchè capita sempre di guardare indietro, sentirà il proprio cuore dire: 'che cosa ne hai fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato i tuoi giorni? Come hai impiegato le doti che il tuo Maestro ti ha affidato? Le hai sotterrate in una fossa profonda, perchè avevi paura di perderle. Allora la tua eredità è questa: la certezza di aver sprecato la tua vita.'
Meschino colui che sente queste parole. Allora crederà ai miracoli, ma gli istanti magici della vita saranno ormai passati."

Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Paulo Coelho.