Per scoprire la verità occorrono due persone: una per dirla, l'altra per ascoltarla.
Sergio Bambarén, Vela bianca
Ieri hanno parlato, ed io ho ascoltato. Ovviamente m'è piaciuto poco, perchè di questi tempi c'ho un sacco di roba che nascondo con cura sotto il tappetino e non mi và mai d'alzarlo per dare una pulita, mi fà male!Tanto sentire che qualcuno s'è già accorto della polvere accuratamente sepolta, quanto il rimorso per non trovare le forze per ripulirmi da queste scorie che mi imbrattano la vita.
Quando pensate a qualcuno che si lascia andare a cosa pensate?
Alle pantofole, la vestaglia, la barba lunga e le macchie di sugo che ravvivano lo sciatto biancume della maglia di lana che andrebbe lavata (o bruciata, oramai)?Avete quest’immagine? La vedete?
Eccomi!
Al posto delle pantofole i miei inseparabili anfibi, gli abiti li cambio ancora di giorno in giorno ed abbino i colori (ancora) e pur sempre a mio personalissimo gusto, ma lascio lunga la lista delle mail che non scarico né leggo ormai da settimane, mi collego di rado su msn, evito di registrarmi su facebook, ho scordato la mia password su skype. Lavoro la mattina, lavoro il pomeriggio, lavoro anche la sera, per tornare a lavoro il mattino dopo con un po’ meno lavoro… che poi si aggiunge dell’altro lavoro e non finisco più di lavorare!Ho perso la verve, non trovo parole che mi conquistino, non scrivo e parlo pochissimo. Sorrido raramente… soprattutto negli ultimi tempi mi accorgo, guardandomi, di non essere più la stessa…. Eppure non stò male. Non stò bene. Direi che non so nemmeno come stò. Non voglio indagare neppure a riguardo, per non scoprire la verità.
Ogni tanto mi assale la rogna di chi sente di sprecare.
Ogni tanto penso che se non avessi i miei genitori potrei benissimo alloggiare sotto un ponte e vestire di foglie di fico (e ciò che mi preoccupa di più di questo pensiero è la penuria di ponti nel siracusano).
Altre volte ringrazio il Cielo di avere almeno una timidissima speranza che un giorno guadagnerò abbastanza da poter vivere affianco al mio uomo, pagarmi una casa, pensare di avere un figlio e tornare a sognare… che sognare è roba da gente piena di fiducia! Quindi non per me… che dispero che l’Italia svolti e, nei periodi di pessimismo cosmico, anche che il mondo svolti.Niente più credito a nessuno! Nemmeno alla Imprevedibilità della Vita. Si faccia da parte pure lei.
C’è crisi. È un periodo di depressione … non solo per l’Economia!
Avevo 6 o 7 anni quando mi innamorai della prima donna che non fosse mia madre. Paola, era il nome di quel viso illuminato da continui sorrisi che mi stregavano. Aveva 20 anni, lei. Era bellissima, almeno, lo era per me. I capelli ricci e corti che le incorniciavano il viso, le labbra abbellite da un po’ di rossetto, i jeans e un fare simpatico la rendevano ai miei occhi un simbolo di femminilità verso cui tendere. Chissà se lei aveva capito che scimmiottavo tutto ciò che le vedevo fare e che non l’avrei più dimenticata? Era la zia della mia vicina di casa, la sera usciva con gli amici ed il suo il ragazzo, il cui solo nome le faceva brillare ancor più gli occhi. Studiava psicologia all'università e mi raccontava che le sarebbe piaciuto lavorare coi i bambini un giorno . Io la guardavo salire in macchina dal balcone, e cercavo di immaginarmi ai miei 20 anni, chissà se sarei diventata come lei?… bella, solare e piena di vita. E adesso che ne ho 29 di anni, una vita da vivere, tanti progetti portati a termine e tanti altri che si affacciano timidi nei miei pensieri, Paola ce l’ho ancora dentro. Il suo viso è sfocato ricordo, il suo sorriso no. Ma ciò che non dimentico di lei è la sua domenica, al mattino presto, quando ci ha lasciati morendo soffocata e trafitta dalle lamiere di un’automobile troppo veloce di ritorno dalla discoteca. Epilogo che non ha niente di "sensazionale"… già sentito di molte vite, si potrebbe pensare… ma mai sufficientemente accetabile e sempre dolorosissimo.
Ecco, oggi ho pensato a quella domenica mattina di primavera, quella in cui per la prima volta capii cos’era la vita incontrando la sua ombra, la morte.
Salve a tutti cari amici, oggi voglio inaugurare una nuova rubrica, meglio dire un mini appuntamento, su questo blog derelitto che attende di rinascere in un contratto adsl e/o qualsiasi altro modo.
Fin’oggi l’unico appuntamento fisso è stato quello de “LA FOTO DEL MESE” che, dato il piacere che mi procura, da quando ne ho dato il via, non ho mai più abbandonato (e per una incostante quale sono, è un traguardo significativo). Oggi prendo un altro impegno pubblico: IL POST DELLA DOMENICA… da questa all’ultima domenica di febbraio mi premurerò di raccontare le domeniche viste da Vjj. Vi piace l’idea? A me sì.
Partiamo da una definizione, credo condivisibile, di DOMENICA.
La Domenica è il girono del riposo. Almeno lo era. Oggi il business comanda e chi c’ha da lavorare con il riposo altrui, non conosce domenica.
Personalmente il mio riposo inizia dal sabato pomeriggio. Come avrete capito ormai, ho trovato un lavoretto con cui tengo la mente impegnata mentre aspetto che a qualcuno freghi qualcosa che ci sia una nuova laureata in giro. La domenica diventa quindi l’unico vero giorno di ozio per me…ma non è stato sempre così. Data la mia predisposizione genetica all’ansia e la tendenza alla perfettibilità (per altro, mai nemmeno sfiorata), le mie domeniche, dai 6 anni in poi, erano esclusivo preludio al lunedì scolastico. E allora dajè a ripassà. Nulla è cambiato con l’Università. Il tempo era meglio gestito ma se l’esame incombeva… addio vita sociale. E oggi che tutto questo sembra lontano anni luce, mentre, occhiali da sole fissati sul naso, contemplo lo sfavillare del mare sorseggiando caffè con panna (‘fanculo pure alla linea!), mi dico: sei stata una pazza! Meno male che la vita ti ha concesso questa nuova possibilità! E ringrazio.
Nell’infinito senso di giustizia che mi ardeva in corpo nel 2002, io, giovane di belle speranze e poca esperienza, scrivevo: “chiunque cerchi meriterebbe di trovare”.
Ma come oggi so, e di questa consapevolezza mi rammarico più di ogni altra cosa, mi si creda!, (‘che è come lasciare spazio a questo fottutissimo mondo ingiusto) così non è!
E chi cerca non è detto che trovi… ma meglio di ieri oggi capisco l’importanza del cammino… cercare rende vivi… sviluppa i sensi e le loro percezioni si affinano… riempie i giorni e preserva i “muscoli” del cervello dalla morte certa del nostro passivo passaggio!
Immagine: Come sempre folgorata per caso ma in maniera adorabile daGwaen
Neurotrasmettitori sinapsi elettrochimiche /Catene sequenziali /Di acidi nucleici /Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano...
Mitosi, meiosi, cromosomi, vita. Io amo la biologia! L'ho sempre amata, sin dal mio primo approccio con la materia. La prof. invece l'amavo un po' meno e la cosa sembrava reciproca. Ricordo che per tutto il primo quadrimestre del secondo anno di liceo (vale a dire il primo anno in cui avrei studiato la materia), non si degnò nemmeno di interrogarmi... mi "saltava" poggiando il suo ditino ora al di là ora al di quà del rigo sù cui sostava il mio cognome. E' stata la prima e l'unica volta in cui, alla prima occasione buona, vale a dire l'impreparazione del mio compagno Guido, mi offrii volontaria. Dato che in quell'occasione chiesi come unica "clausola" che non fosse messa a registro l'impreparazione del povero Guido, il gesto mi valse anche l'affetto e la venerazione (all'epoca materialmente tradotti in due pacchi di patatine al formaggio e niente scherzetti e battutacceper una settimana) del malcapitato a cui avevo salvato il .... sì, insomma, feci un FIGURONE!...ma questa è tutt'altra storia. Ciò di cui non smetterò mai di vantarmi fu quell'interrogazione che, alla classe suonò come una lezione vera e propria. Mi ero documentata su altri testi, avevo lavorato sodo e, ricordo che nonostante la prof. ci provòpiù e più volte le tenni testa!
Il voto? 7!...che vi dicevo?... la prof non mi amava, no!
Ieri mi alzo. Presto -_-. Faccio colazione con la Micia. Appena un po' di correttore sotto gl'occhi stanchi e Viaaa. Destinazione fiera (o mercato se preferite), che è un po' la nostra via Monte Napoleone di Catania (i milanesi DOC e gl'amanti della firma possano perdonarmi l'accostamento!)... vedi gente, compri cianfrusaglie di cui ancora devi ben capire l'utilità, poi passi dal banco del pesce, del fruttivendolo, del verdumaro (quello con le verdure belle esposte!) e uso-mulo fai ritorno a mani appesantite e portafogli free.
Adoro questo genere di bagni di folla! Tornata a casa mi siedo al pc. Gironzolo un po' sul web, ascolto un po' di buona musica per ricaricarmi... penso: potrei studiare... ma mi convico presto che non è il caso. Faccio NIENTE tra la cucina, il bagno e la scrivania per ben due ore. Metto la tuta e... PALESTRA... a sfogare la pigrizia dell'ozio. Poi film... lo cerco in tv, ma oramai è diventato impossibile trovarne uno in prima serata e che non sia palloso, quindi desisto e accetto quel che mi si propina. L'accidia distrugge i cervelli, ma che vuoi fare? I liceali? ...e liceali siano! Al termine del telefilm (interrotto prepotentemente dalla pubblicità in maniera più frequente di quanto abbia mai notato prima) spengo e resto sospesa a pensare un po'. Penso ai miei anni di Liceo, ai compagni di classe che oggi han tutti o qualche capello in meno in testa o qualche fede al dito... penso che, anche se qualcuno tra noi aveva dei progetti e magari li ha perseguiti e conseguiti, tra quei banchi di scuola nessuno avrebbe mai potuto lontanamente avvicinarsi all'idea di ciò che poi è stato di noi. Spengo la luce sul comodino, poggio la testa sul cuscino e accosto le coperte al viso... son passati solo nove anni da quelle ricreazioni passate al bar e sgomitare, lire alla mano, per una bolognese prosciutto, pomodoro e mozzarella, ma a me sembra quasi un'eternità.
Alla fine le piccole soddisfazioni prendono il sopravvento sulle piccole delusioni, le piccole delusioni si fanno un po' più piccole e per un attimo ti pare di non vederle. Infondo domani si ricomincia a lottare, a lavorare, a crescere. Questa sera un po' di musica, una buona lettura e la tua voce è tutto ciò che desidero. Domani si ricomincia.
...chiudo gl'occhi, zittisco Vespa (odioso uomo odioso), m'addormento... domani mattina sarà tutto svanito, sarà solo un brutto sogno... PERCHè NON è POSSIBILE CHE GLI ITALIANI SI SIANO FOTTUTI ANCORA UNA VOLTA!!! NO. PERCHè NON è POSSIBILE CHE A CHIUNQUE CHIEDI, QUESTO CE L'HA SEMPRE CON IL SILVIO NAZIONALE... CHE NESSUNO AMMETTE DI AVER VOTATO PDL EPPOI... eppoi vincono loro! NO. NON CI VOGLIO CREDERE.
Nera: (accendendo una sigaretta) Beh, sì... insomma, che fai? tu ci vai a votare? IO: (sospirone)... non sò, non sò... non ho ancora deciso (pausa di silenzio, gli sguardi rivolti al nulla. Nera respira la sua sigaretta)... che poi, se rifiutiamo la scheda solo noi due in tutta Italia che c'abbiamo concluso? Nera: Infatti! 'Che se lasci bianco, regali alla maggioranza... se non voti, fai quello che se la prende comoda e se ne infischia... se ci disegni un crigno per fartela annullare, è sempre un regalo al partito con la maggioranza... (altra boccata di fumo, ma con più rabbia)... è un bel problema! IO: Vero! Nera: Vero!
Per come la vedo io, ad alcuni piace crogiolarsi in pensieri negativi, altri ne sono semplicemente sopraffatti, altri ancora si scansano (abilmente elastici) e non ne vengono mai toccati... sono i più fortunati, ma anche così non è detto che alla fine non vengano raggiunti!
Io appartengo ai sopraffatti. Loro (i pensieri negativi) nascono e mi vincono, soprattutto alla sera, soprattutto quando mi deludo! Ciò nonostante non arriverò mai a rinunciare a questa vita nè a me... il pensiero uggioso passerà, lo sò, basterà aspettare che questa grigia acqua torni a tramutarsi in miele.
Quand'ero bambina m'atteggiavo a maschiaccio: ero sboccata, manesca e sempre imbronciata, ma sopratutto non avevo paura di niente (...solo del buio, dei cani e delle altezze... ma non lo andavo mica a dire in giro!). Ho fatto la prima comunione e mi son presa la prima cotta (non ricordo più in che ordine) e il mio modo di essere si è addolcito: niente più atteggiamento spavaldo per camuffare la fottuta tenerezza, niente più parolacce per allontanare chi mi avvicinava! (ero il sogno di mia madre). Nell'adolescenza però... il "mostro" è tornato: camicie larghe, jeans, capelli sempre legati e niente trucco! Donna dura fuori... fragile ed insicura dentro. Tutto questo preambolo per dire che, se c'è una cosa che mi caratterizza e con cui ho dovuto imparare a convivere è la mia fottuta tenerezza... che mi rende morbida anche quando non esistono dubbi sulla ragionevolezza di un giudizio duro e spiacevolmente spietato. Invece io... PUFF... ci casco sempre! Questa mia fottuta tenerezza ora, strappa un sorriso dal cuore gelido in cui avevo rintanato il tuo ricordo per provare a dimenticarti, per dimenticare il tradimento più grande: un amico che ti abbandona. Mi ritrovo con queste scartoffie tra le mani, perchè il Caso ha voluto le riesumassi in cerca di un libricino smarrito, e sorrido rileggendo quella falsissima frase in cui mi dipingi impotante... e mi manchi. Fottutissima tenerezza.
Buongiorno. Ero qui questa mattina, a digitare su google il mio nick e a vedere quanti milioni di miliardi di pagine uscissero prima di me (i soliti controlli da blogger fancazzista), quando vedo un verbena con un myspace... umm...penso: clicchiamo subito! Così scopro che oltre ai VerDena ci sono i VerBena (mi perdonerete l'ignoranza) che poi, son venuti prima quest'ultimi,eh?!, sia chiaro!!(infatti i primi si son dovuti rivisitare il nome)... isomma, c'è tutta una storia. La canzone che vi posto non suona nuova alle mie orecchiazze... ma, che fare? Io sono così: un continuo DIMENTICARE.
sono nata a Siracusa, mi sono laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l'ateneo di Catania, e da quando ho imparato a scrivere... nn ho più smesso!